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La cosa misteriosa nel centro di Roma

citata anche nell'apertura della categoria, in forma meno estesa.

Roma non può fare a meno di stupire ance chi ci è nato e l’ha frequentata continuamente ed onestamente io debbo questa scoperta a

http://www.romasotterranea.it/visite-guidate.html.

Nella centralissima via di  Campomarzio,  vi è un portoncino anonimo,

come nella foto che segue, alterata per questione di privacy.

 

 

Se uno è così fortunato da varcarlo, trova degli appartamenti dirupati e fatiscenti, non abitati, che un volta sistemati possono valere nel complesso milioni di euro. D’accordo, di queste situazioni a Roma ne esistono molte. Allora cosa ha questa in particolare?

Se si scende negli scantinati  si trova questa misteriosa cosa molto antica.

 

Cosa è? Lo scopriamo dal giornale Repubblica.

http://roma.repubblica.it/dettaglio/lorologio-solare-di-campo-marzio/1341004

La scoperta risale al 1979, quando dalle cantina della casa di via Campo Marzio , a 7 metri dal livello stradale e sotto 10 centimetri di acqua, appaiono grandi lastre di travertino sulle quali, in liste di bronzo orizzontali e verticali, sono riprodotti i segni zodiacali di Ariete, Toro, Leone e Vergine. E´ una sezione del grande orologio solare che si estendeva nella zona di Campo Marzio tra via della Lupa e piazza San Lorenzo in Lucina, là dove già nel ‘400 era stata scoperta una parte della grande meridiana. Che era quella realizzata dall´imperatore Augusto nel 10 a. C. ed estesa di 160 metri per 60.

 

                                              Come appare oggi,

Ma come funzionava?

Vi era sovrapposto centralmente su uno zoccolo un obelisco, che Augusto aveva fatto trasportare dall´Egitto. Aveva la funzione di gnomone, cioè di «braccio indicatore», perché sulla cima svettava una sfera con puntale, raggiungendo un´altezza di cento piedi romani, ovvero 29 metri e mezzo; e l´ombra della sfera proiettata sul quadrante indicava l´ora, il giorno e il mese. Inoltre al tramonto del 23 settembre, nel giorno e nell´ora della nascita di Augusto, l´ombra calava sull´Ara Pacis come omaggio all´imperatore. ( La sua estensione era 160 metri per 60 )

L´orologio solare, ideato dal matematico Facundus Novius, restò in funzione solo circa mezzo secolo, perché, come scrive Plinio**, crollò per un terremoto e le inondazioni del Tevere, che vennero depositando larghi strati di melma sulle lastre del quadrante. Dunque, tutto perduto? No. Innanzitutto l´obelisco venne a luce in cinque pezzi del 1748 ad opera dell´architetto Giovanni Antinori e fu riconosciuto per quello usato come gnomone dalle iscrizioni augustee incise sul basamento che ricordano la conquista dell´Egitto. Fu restaurato con i frammenti di granito rosso della Colonna Antonina, che in piccole parti non ricomponibili già dal 1703 era stata scoperta, e tra il 1790 e il 1792 venne eretto in piazza Montecitorio davanti al palazzo dei Tribunali, oggi della Camera dei Deputati.  E allora si pensò di riattivare la sua funzione gnonomica, sovrapponendovi un globo con tanto di simboli araldici del papa PIo VII e forato in modo che potesse passarvi un raggio di sole convogliato a terra, segnalando l´ora su appositi listelli da collocare nella pavimentazione della piazza. Ma quei listelli non arrivarono e per l´ora ci si rimise alle campane di Montecitorio. Si dovette arrivare ai giorni nostri per rinnovare la funzione gnonomica dell´obelisco. Il 7 giugno 1998, con l´inaugurazione della nuova sistemazione di piazza Montecitorio, sono stati infatti impiantati dodici selci-guida sulle gradinate antistanti il palazzo, e l´obelisco ha ripreso a segnalare l´ora. Ma chissà se qualcuno ci fa mai caso.

 

**(Plinio, Storia Naturale, XXXVI, 15)"All'obelisco che è nel Campo Marzio il divino Augusto attribuì la mirabile funzione di segnare le ombre proiettate dal sole, determinando così la lunghezza dei giorni e delle notti: fece collocare una lastra di pietra che rispetto all'altezza dell'obelisco era proporzionata in modo che, nell'ora sesta del giorno del solstizio d'inverno, l'ombra di esso fosse lunga quanto la lastra e decrescesse lentamente giorno dopo giorno per poi ricrescere di nuovo, seguendo i righelli di bronzo inseriti nella pietra: un congegno che vale la pena conoscere, e che si deve all'acume del matematico Facondo Novio. Questi aggiunse sul pinnacolo una palla dorata, la cui estremità proiettava un'ombra raccolta in sé, perché altrimenti la punta dell'obelisco avrebbe determinato un'ombra irregolare - a dargli l'idea fu, dicono, la testa umana. Questa registrazione del tempo da circa trent'anni non è più conforme al vero, forse perché il corso del sole non è rimasto invariato, ma è mutato per qualche motivo astronomico, oppure perché tutta la terra nel suo complesso si è spostata in rapporto al suo centro (un fatto che - sento dire - si avverte anche in altri luoghi), oppure semplicemente perché lo gnomone si è smosso in seguito a scosse telluriche, ovvero le alluvioni del Tevere hanno provocato un abbassamento dell'obelisco, anche se si dice che se ne siano gettate sottoterra fondamenta profonde tanto quanto è alto il carico che vi si appoggia."

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