Come per normativa europea per proseguire su questo sito dovete accettare i cookies

cliccando il bottone ambra "Accetto" In caso di non accettazione dichiariamo quanto segue :

Ma che ce frega ma che ce 'mporta de 'sti cookies che nun volemo e  ser visitatore  ar quadro d'accetto  c’ha messo none: e noi je dimo e noi je famo c'avete messo none  ma tu nun ce paghi ed è tutto argratis e quindi.... . Ma però noi der sito  semo quelli che v'arrisponnemmo 'n coro: e' mejo riflessioniromane de tutta  questa zozza società commerciale de internet. Per artre informazioni rivorgeteve ar sor Google.

As per EU rules you have to accept our cookies ( they are automatic and we do not use them )to surf this site clicking the amber button " I accept". As we could not care less about this cookies imposed by the system, in case you do not agree, please send us an email with the song you want to listen to whilst you fly away and disappear into the mist of no Roman knowledge. In case this statement is not clear , Dr. Google can explain you the whole matter. Fare thee well

Esso costituisce una delle più evidenti testimonianze della capacità costruttiva di un popolo che tutti superò nel campo dell’edilizia. Basterà accennare alle perfette realizzazioni tecniche che ancora oggi stupiscono e che consentivano ad esempio, di allargare la platea per lo svolgimento delle battaglie navali; di tendere un enorme velario per riparare dal sole gli 80 mila spettatori; di disporre di ben 32 ascensori a contrappeso per sollevare dai sotterranei le belve fino al livello del suolo

e di innalzare tutto intorno l’arena una robusta cancellata, assicurata a grossi travi, durante le cacce alle bestie feroci.
Lo spettacolo più popolare era quello dei gladiatori combattenti a coppie (talvolta prigionieri di guerra o schiavi ceduti da padroni crudeli all’impresario detto lanista” o delinquenti condannati alla pena capitale che speravano di ottenere così salva la vita). Quando uno di essi riportava ferite tali da obbligarlo a cedere le armi, chiedeva la grazia al popolo levando il dito indice. E al popolo spettava la suprema sentenza: lo sventolare delle toghe valeva come segno di grazie, il pugno chiuso levato in aria con il pollice in basso (pollice verso) segnava la condanna dello sventurato che doveva riprendere le armi o altrimenti era ucciso sul posto.
Nelle cacce si facevano spesso combattere i rei condannati a morte

 Dal http://www.colosseo.org/COLOSSEO/ Sito molto ben fatto

72 Vespasiano inizia i lavori dell'Anfiteatro Flavio - vennero impiegati nella sua costruzione dodicimila ebrei prigionieri

79 Morte di Vespasiano

80 Inaugurazione di Tito (figlio di Vespasiano) con ilnome di Amphitheatrum Caesareum. I giochi che organizzò in quell'occasione durarono cento giorni. Ai duelli fra giadiatori e alle corse si succedettero combattimenti fra uomini e animali feroci. 5000 bestie furono uccise. Vennero addirittura simulati combattimenti navali, le naumachie, per cui si dovette inondare l'arena.

81-96 Domiziano fece terminare le decorazioni dell'edificio

217 danneggiato il lato NE da fulmini che provocarono un incendio

249 per festeggiare il millenario della fondazione di Roma. si affrontarono 1000 coppie di gladiatori. In quell'occasione furono uccisi 32 elefanti. una decina di tigri e oltre 50 leoni, provenienti dalle provincie imperiali. 

404 per decreto di Onorio furono aboliti i scontri tra gladiatori

442 danneggiato da terremoto

438 sotto Valentiniano III terminano i giochi dei gladiatori

508 danneggiato da terremoto

VI secolo  vengono aboliti le giostre con animali. 

523 ultimo spettacolo venatorio tenutosi sotto Teodorico e inizio rovina del Colosseo che diventa una cava di materiali da costruzione

VII secolo prende il nome del Colosseo dalla vicina, colossale, statua bronzea di Nerone ispirata al Colosso di Rodi, opera di Chares di Lindo del III secolo a.C

 

XII-XIII secolo diventa la fortezza dei Frangipane e passò poi agli Annibaldi 

851 terremoto che causò la caduta di due ordini di arcate

1143 il ricostituito Senato della città avocò nuovamente a sé alcuni monumenti

1154 Federico Barbarossa abolì il Senato ed i Frangipane riacquistarono tutte le loro proprietà 

Quando invece i Papi si trasferirono ad Avignone, la zona divenne sede di briganti, ladri e prostitute ed al loro ritorno la Confraternita del SS. Salvatore ad Sancta Sanctorum fu investita del compito di risanare la zona. In cambio la Confraternita ottenne una parte dell’anfiteatro, come oggi testimonia lo stemma con l’effige del Salvatore sulla chiave dell’arco d’ingresso verso il Laterano 

1231 danneggiato da terremoto

1255 danneggiato da terremoto

1312 I'lmperatore Enrico VII di Lussemburgo lo donò al popolo romano

1349 danneggiato da terremoto

XV secolo l'edificio subì i danni più gravi: divenuto una vera e propria cava di travertino, fornì materiale da costruzione per il Palazzo Venezia, quello della Cancelleria, il Palazzo Barberini, la Chiesa di San Pietro in Vaticano, la facciata della Chiesa di Sant'Agostino e il Porto di Ripetta

XVI secolo fu un periodo tragico per i monumenti antichi di Roma: addirittura papa Sisto V progettò la demolizione del Colosseo, ma effettuò solo quella del vicino Settizodio, inserendo invece il nostro nel percorso delle sette Basiliche romane attraverso te strade che portavano rispettivamente al Laterano, al Campidoglio ed al Quirinale. In seguito lo stesso Papa decise di trasformarlo in un’area produttiva, creando nuovi posti di lavoro ed installandovi una filanda: il progetto prevedeva le aree produttive al piano inferiore, le abitazioni e le botteghe ai piani superiori, ma per fortuna rimase sulla carta di Domenico Fontana, poiché il Papa morì prima del via

1703 danneggiato da terremoto

1719 diventa luogo consacrato e vi sorgeranno le edicole della Via Crucis istituitavi da Benedetto XIV 

1740 Pio IX lo consacrò alla Passione di Gesù dichiarandolo sacro per il sangue versato dai Martiri, secondo la tradizione allora accettata, e vi fu alzata una gigantesca croce.

1743 venne costruita una chiesa dentro l’arena:i S. Maria della Pietà, restaurata da Benedetto XIV

1750 nell’arena fu realizzata una Via Crucis 

1800 inizio veri e propri interventi conservativi

1807 primo restauro di Pio VII

1810 la commissione di restauro diede la precedenza al Colosseo ed al Foro, affidando gli incarichi a Camporesi e Valadier: si eliminò la terra che lo circondava e ricopriva le scale interne, furono costruiti nuovi muri di sostegno.

1815 Pio VII continuò i lavori, modificando però il progetto nella parte che prevedeva la demolizione delle zone pericolanti: si inserì invece la costruzione di uno sperone all’estremità dell’ellisse verso il Celio, una soluzione solida ed economica

1822 Leone XII affida sempre al Valadier la costruzione di un altro sperone, quello verso la Meta, e questa volta l’architetto riprende la teoria degli archi, continuandoli in numero decrescente dal basso verso l’alto, ricoperto di travertino tranne che in alcuni punti nodali, quali i pilastri del pianterreno, le imposte degli archi, le basi delle colonne e dei capitelli

1870 Pietro Rosa, direttore della Real Soprintendenza agli scavi ed alle antichità, eliminò dal Colosseo "il pittoresco ammanto di verdura", stimato in circa 400 specie diverse

  1871 il piano regolatore destinò queste aree a zona residenziale

  1992 ultimo intervento

 

 2000 il Colosseo diventa un immagine della nuova moneta europea 

La Struttura

E' posto nella valle tra Palatino, Esquilino e Celio, in un area che precedentemente aveva fatto parte dell'immensa Domus Aurea neroniana. Vespasiano, il primo imperatore della dinastia- Flavia. decise di destinare ai divertimenti pubblici una parte del vastissimo spazio occupato dalla Domus Aurea. Nel luogo in cui era situato il laghetto della casa di Nerone egli fece edificare il più grande anfiteatro del mondo romano, destinato ad ospitare favolosi spettacoli.

Dopo aver prosciugato laghi artificiali che si trovavano dove ora c'è il Colosseo, gli architetti fecero colare la pozzolana (bitume fatto con sabbia di origine vulcanica) spessa 7,50 metri.

I muri circolari furono costruiti in tufo (pietra vulcanica) e furono costruite per ovviare al problema dell'enorme mole, piccole cupole che sostenessero i corridoi e le gradinate.

Materiale: 100.000 metri cubi di travertino e 300 tonnellate di grappe di ferro poi strappate nel Medioevo lasciando i fori che ancora si vedono, con marmo all'interno, tufo, mattoni e calcestruzzo, le Colonne invece sono: doriche, ioniche e corinzie.

Nel complesso sistema sotterraneo si svolgevano le attività connesse cogli spettacoli e trovavano posto i montacarichi per il sollevamento degli animali e delle attrezzature sceniche sul piano dell'arena.

DimensioniEsterno

 Circonferenza 527 m

 Altezza 57 m

  Area 19.000 mq

Dimensioni Interno

Capienza 70.000 posti

 Asse maggiore ellisse 188 m

Asse minore ellisse 156 m

 Porte Esterne 80

 4 Piani: i primi 3 costituiti da arcate inquadrate da semicolonne, il quarto piano e' scompartito da lesene e vi erano inseriti i pali che sorreggevano il grande velario a spicchi per riparare gli spettatori dal sole.

Arcate totali su 3 piani: 240

Entrate principali 4

 Arena 76 m x 46 m

 

Il Pubblico

Il Colosseo era normalmente scoperto, ma in caso di pioggia, o di canicola, veniva ricoperto da un immenso velario manovrato da due squadre di marinai distaccate dalla flotta di Ravenna e di capo Miseno. ( vedi dettagli in fondo a questo articolo ) Queste due squadre prendevano anche parte ai combattimenti navali che si rappresentavano spesso in questo anfiteatro.

Nel centro di un lato del podio, chiamato suggesto, era il sedile dell'imperatore: il resto del podio era occupato da senatori e dalla famiglia imperiale. Seguivano quindi i posti dei cavalieri e dei tribuni civili e militari. Gli ammogliati avevano luoghi propri. Speciali posti v'erano per i giovani accompagnati dai loro tutor, per famiglie e servi, per le donne, per la plebe.La distribuzione dei posti avveniva nei cinque settori in cui era suddivisa la cavea ed erano assegnati alle diverse classi sociali, il cui grado decresceva con l'aumentare dell'altezza: dal maenianum primum al maenianum summum in ligneis - il settore più alto, destinato alla plebe. Al centro dell'asse maggiore era il pulvinar, il palco dell'imperatore; a questi era riservato anche un passaggio particolare, ipogeo, ricavato nelle fondazioni dell'edificio, noto come "passaggio di Commodo". Il Pubblico non pagava ma esistevano delle tessere date in omaggio con il posto assegnato, sopra ognuno degli archi superstiti e' ancora indicato il numero progressivo, che corrispondeva al numero del biglietto (tessera) di cui ogni spettatore era munito. Un sistema complesso, simile a quello dei moderni stadi, permetteva la rapida evacuazione degli spettatori, lasciandolo in soli 3 minuti attrverso gli 80 ingressi.

 

I Giochi

In origine avevano per i Romani il carattere di cerimonia religiosa e costituivano un rito destinato a garantire alla città la benevolenza degli dei. Per lungo tempo il pubblico vi partecipò, a testa nuda. come ad un sacrificio. Cesare fu criticato per aver letto la corrispondenza nell'arifiteatro e Svetonio, il biografo degli imperatori, rimproverò aspramente a Tiberio il fatto di non amare i giochi.

In quella che fu la più grandiosa arena del mondo antico, si svolgevano i combattimenti gladiatori (munera) e gli spettacoli di caccia (venationes),si eseguivano anche esecuzioni capitali e, inizialmente, battaglie navali.

Non e' provato storicamente che vi sia avvenuto il martirio di nessun cristiano, che invece avvennero nel Circo Massimo e nel Circo Neroniano, dei quali quasi non restano più tracce.

Oggi il Colosseo viene illuminato ogni volta che nel mondo viene sospesa una pena capitale.

Generalmente i giochi duravano dall'alba al calar della notte. Gli spettacoli erano vari. Alcuni, di crudeltà estrema, inondavano l'arena di sangue. Altri, come la presentazione di animali addestrati, ricordavano i numeri circensi.

Sull'asse lungo era la porta libitinaria, da dove venivano portati fuori i cadaveri. Non é storicamente provato che tra i divertimenti vi fosse quello di far mangiare i cristiani dalle belve, tuttavia la scena di vergini e apostoli che gettati nell'arena, affrontano la morte pregando ci è stato trasmesso da antichi mosaici ed è il punto culminante di romanzi famosi come Quo Vadis e la scena madre del film Ben Hur.

Cerchiamo, ora, di immaginarci questo immenso circo, capace di oltre 50.000 spettatori, durante uno di quegli spettacoli, in cui la folla era eccitata dal sangue dei gladiatori e dalla ferocia delle belve. Il primo rango, sfolgorante di marmi, costituito dal podio, comprendente il palco imperiale, solenne, grandioso, nel quale, in mezzo alla sua corte, troneggiava l'Imperatore, arbitro della vita e della morte dei gladiatori abbattuti; e intorno al Cesare onnipossente, i senatori, i pontefici, le vestali e gli alti magistrati, che assistevano a quegli spettacoli orrendi come a un rito solenne; poi tre gradinate monumentali, rigurgitanti di pubblico, riservate, la prima ai cavalieri, la seconda ai cittadini romani, e la terza al popolo; e in alto, al disopra di una terrazza, dalla quale altri spettatori assistevano allo spettacolo in piedi, un immenso velario di porpora, manovrato da un reparto della flotta romana di Miseno, distaccato appositamente a Roma, che tingeva d'una colorazione vermiglia i marmi delle tribune e la massa togata degli spettatori. Ma se possiamo immaginare la pompa del circo prima che dalle gabbie sottostanti balzino nell'arena le fiere, e prima che i condannati escano dalle tetre prigioni sotto la sferza delle frustate, mentre l'immensa folla si agita come una marea ondeggiante, avida di sensazioni violente, o se possiamo immaginare questa stessa folla sfociare frenetica, dopo lo spettacolo, dalle immense arcate, come belve aizzate, e riversarsi per le piazze e le vie, o nei lupanari della città, ebbra di sangue e avida di piacere e di libidine, la nostra mente non può più concepire spettacoli che oggi ripugnerebbero troppo alla nostra sensibilità e offenderebbero troppo i nostri sentimenti. Forse per questo il Colosseo preferiamo vederlo nel suo aspetto attuale, come appare venendo da Via dei Fori Imperiali, o meglio ancora, dal Tempio di Venere e Roma, con la nobile sagoma che milioni e milioni di riproduzioni hanno diffuso in tutti i Faesi del mondo, e all'interno, come una gigantesca fortezza smantellata, o in una notte di plenilunio, tutte luci e ombre, nel silenzio profondo e la calma solenne delle limpide notti romane, come amavano vederlo gli artisti, i poeti e i romantici dell'Ottocento.

 

Miti

 

 

Davanti al Colosseo, che con la sua massa imponente sembra sfidare indomito qualsiasi pericolo, l'usanza vuole che si citi la profezia che il Venerabile Beda, monaco e storico inglese, fece all'inizio dell'VIII sec.Finché esisterà il Colosseo esisterà Roma; quando cadrà il Colosseo finirà anche Roma: ma quando cadrà Roma finirà anche il mondo."

 

Alcuni miti sul Colosseo sono poi clamorosamente da sfatare: non è documentato il martirio di alcun cristiano, né per mano dei gladiatori né per opera delle belve feroci, e questo contrariamente a quello che mostrano alcuni film presunti storici. E nonostante questo, nel XV secolo Benedetto XIV lo dichiarò sacro nel ricordo di supposti martiri. Un’altra curiosità è dovuta al fatto che gli architetti del Rinascimento tesero a vedere nella struttura del Colosseo il compendio dell’architettura romana ed il modello degli ordini classici, quando in effetti si trattava di un monumento realizzato con tecniche e tradizioni che si avvicinavano all’esaurimento: l’ultimo monumento simile per stile e materiali è lo stadio di Domiziano, posto al di sotto dell’attuale piazza Navona. Spesso, poi, l’anfiteatro viene ricostruito con una miriade di statue nei fornici dei tre ordini di arcate, ma di queste non vi è attualmente alcuna traccia archeologica. Ancora, nonostante sia un’opera famosa nel mondo da sempre, il nome del suo architetto è ancora avvolto nel mistero: secondo gli studiosi ci sono diverse ipotesi, o Rabirio, architetto di Domiziano ed autore del suo palazzo sul Palatino, un tal Gaudenzio, ricordato su un’epigrafe cristiana rinvenuta a Sant’Agnese, ucciso da Vespasiano per la sua fede in Cristo, oppure un liberto germanico. Anche per il trasporto dell’incredibile quantitativo di travertino c’è da stupirsi: questo proveniva dalle cave di Tivoli e per l’occasione venne realizzata appositamente una strada larga circa 6 metri ove transitarono i più di 100.000 metri cubi di travertino lavorato, ma rifinito solo nella valle del Colosseo; per imperniare tutti questi blocchi, vennero impiegate solo 300 tonnellate di metallo. La complessità dell’organizzazione e del lavoro realizzato elimina poi totalmente quella leggenda per la quale 15.000 ebrei, deportati dopo la conquista di Gerusalemme, sarebbero stati utilizzati per la realizzazione di quest’opera. E complesse erano anche le condotte fognarie: non solo venne costruito tutto un sistema per permettere il deflusso delle acque dopo le naumachie, ma quando queste vennero interrotte i collettori corrispondenti vennero pavimentati e cambiati nella pendenza per ricavarne aree di carico e scarico. In seguito, lo scavo dei collettori nord e sud ha portato alla scoperta di elementi utili per la ricostruzione della vita "quotidiana" dell’anfiteatro: noccioli di frutta, semi, reperti ossei, stoffe e frammenti di legno. Dalle ossa si è compreso come negli spettacoli venissero utilizzati animali esotici quali i leoni, gli orsi e le pantere, mente le più comuni galline, maiali, cani, buoi e cervi venivano utilizzate per sfamare il personale dei giochi. Anche spianare la sabbia fra un combattimento e l’altro era un lavoro pericoloso: Marziale racconta di due poveretti che furono sbranati da un leone sfuggito ai bestiarii. Tra l’altro, pare che il termine "arena" rivolto al Colosseo derivi proprio dall’usanza di spargere la sabbia sulla pista prima degli spettacoli. Un ritrovamento ha incuriosito molto gli studiosi: nel 1776 fu ritrovato li basamento marmoreo di un anemometro. Si trattava di un blocco sagomato a prisma dodecagonale con incisi i diversi punti cardinali ed i venti che da essi provenivano. Secondo un’altra leggenda, nel Medioevo ed in parte del Rinascimento dovette ospitare demoni e streghe: addirittura Benvenuto Cellini si trovò invischiato in una faccenda simile quando al suo interno invocò gli spiriti perché gli restituissero la bella Angelica, siciliana di cui si era invaghito.

 
 
 
Il velario del Colosseo clicca qui
 

Colosseo, il velario non ha più segreti

La teoria di Enzo Manzione sul sistema di copertura dell’Anfiteatro Flavio di Cinzia Dal Maso (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

E’ quasi impossibile tenere il conto dei libri, degli articoli, dei saggi sul Colosseo: sono stati versati i proverbiali fiumi d’inchiostro. Si può ancora dire qualcosa di nuovo sull’anfiteatro costruito dall’imperatore Vespasiano ed inaugurato dal figlio Tito nell’80 d.C.? Sembrerebbe proprio di sì, sfogliando il recente volume di Enzo Manzione "Il Colosseo" (72 pagg., ricco di illustrazioni a colori e in b/n).

L’autore, dopo essersi soffermato a descrivere minuziosamente l’imponente struttura, affronta uno dei problemi più spinosi ed affascinanti del monumento: il velario. Teatri ed anfiteatri, nell’antica Roma erano coperti - durante la bella stagione - con un complicato sistema mobile di vele, per proteggere gli spettatori dai raggi cocenti del sole. "Avendo esaminato il Colosseo per lungo tempo – scrive Manzione – ed essendomi prospettato il problema concernente la sua copertura, ho cercato, con le poche notizie a disposizione e lo studio di poche schematiche ed incomplete teorie sviluppate precedentemente da altri, di risolvere questo enigma impostando una teoria nuova che, a me sembra, risponde pienamente sia ai problemi tecnici che pratici". Manzione ha potuto sfruttare tutta la sua cinquantennale esperienza, maturata sul campo, esercitando la professione di guida turistica. Ha preso misure, ha osservato i minimi particolari, ha girato mezzo mondo e dovunque ha visitato un anfiteatro lo ha scomposto con la mente, sezionandone e ricomponendone gli elementi, si è impegnato in complessi calcoli matematici, ha considerato il peso di stoffe di varie qualità ed il rapporto matematico tra cippi e travi. Secondo la teoria del Manzione, "all’inizio della stagione primaverile si poneva al centro dell’arena il sistema di coordinamento centrale del velario, vi si agganciavano le 320 funi di sostegno sulle quali preventivamente erano infilati gli anelli metallici a cui erano saldamente cuciti gli 80 spicchi del grande telone, come fossero delle grandi vele e si sistemavano i tiranti sulle carrucole che servivano alla manovra dei teli. Messe così insieme le varie parti dell’impianto, si provvedeva a innalzarlo con la manovra simultanea di tutti gli argani posti a terra intorno all’edificio che tendevano contemporaneamente ed equilibratamente tutte le funi". Manzione ha corredato la sua esposizione con foto e con disegni ricostruttivi, eseguiti da lui stesso, che riescono a rendere chiara la sua complessa tesi. Non ha trascurato di illustrare nemmeno i particolari più curiosi, come l’anemometro trovato nei dintorni del Colosseo, che serviva ad indicare direzione ed intensità del vento, importantissimo per chi si trovava a manovrare vele che dovevano avere una superficie di circa 460 metri quadrati ognuna ed un peso complessivo calcolato dal Manzione tra i 15 mila ed i 18 mila chili.



 

 

 

 

Joomla templates by a4joomla