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L’EUR è un quartiere molto congeniale a chi fa di professione il rappresentante di immagini”.Così disse Federico Fellini

Il complesso, voluto da Benito Mussolini, fu pianificato per celebrare i vent'anni della marcia su Roma e della presa del potere da parte del fascismo, in occasione di una fastosa fiera internazionale. La manifestazione, ideata a partire dal 1935 su proposta di Giuseppe Bottai sul modello delle precedenti esposizioni universali, si sarebbe dovuta tenere negli anni 1941-1942. L'ente autonomo preposto alla realizzazione dell'evento e delle opere architettoniche fu costituito il 26 dicembre 1936. L'area interessata fu identificata in quella allora nota come Tre Fontane, un'area totalmente estranea alla pianificazione del PRG 1931. In termini urbanistici, il nuovo quartiere fu progettato per diventare il polo dell'espansione a sud-ovest della città, verso il mare. Avrebbe dovuto essere sede delle "Olimpiadi della Civiltà", e andare a costituire il nuovo centro di Roma.

 Il quartiere si presenta come una delle aree moderne più interessanti di Roma ed il fulcro era il palazzo della civiltà italiana

  dove campeggia una frase che Mussolini pronunciò in un discorso del 1935 all'inizio della conquista dell'Etiopia parlando del popolo italiano apportatore di civiltà nei secoli a tutto il mondo, ma allora avversato, nelle sue vitali aspirazioni per uno sfogo alle sua braccia sovrabbondanti ,dalle Nazioni ricchissime che già ci avevano maltrattato dopo la prima guerra mondiale "lasciando a noi solo le briciole del ricco bottino coloniale altrui ". Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori

 

Il quartiere EUR esprime la volontà del regime fascista di celebrare e glorificare le idee imperialiste del paese nonché il ventesimo anniversario della propria salita al potere. Il progetto, voluto dallo stesso Mussolini, doveva essere realizzato nell’ambito dell’Esposizione Universale di Roma ( il cui acronimo era EUR) che prevedeva la costruzione di una grande area urbana con stabili imponenti, infrastrutture urbane, servizi pubblici e aree di verde collegata al centro della città (Piazza Venezia) dalla Via Cristoforo Colombo. L’impegnativo progetto non fu mai portato a termine, ma ancora oggi, sebbene profondamente modificato per essere adattato alle nuove esigenze della città, segue le linee base gettate da Mussolini ed è diventato poi un punto di aggregazione di altri enormi quartieri adiacenti, come ski può vedere visitando la mappa in fondo all'articolo.

 Marcello Piacentini, architetto a capo del progetto urbanistico per l'Esposizione Universale di Roma del 1942 scrisse: Quando un architetto moderno, cioè vivo in tutti i sensi, si pone di fronte ad un tema con anima schietta e monda di ogni preconcetto, ascoltando soltanto le suggestioni che gli vengono dal tema stesso, dall'ambiente, dai mezzi a disposizione, all'infuori di ogni artificiosa impostazione costruttiva ed estetica, fa opra d'arte vera e sana” Egli aveva visitato Monaco nel 1937 e aveva giudicato il tempietto di Troost una «calcomania», vuole contrapporre all’architettura hitleriana, basata sul gigantismo e sulla immutabilità delle forme del linguaggio classico, un’architettura che vada avanti sulla strada della semplificazione e della interpretazione moderna, metafisica e astratta delle forme tradizionali. Promuove il recupero degli archi e delle colonne, perché si preoccupa di non lasciare al concorrente (Speer) forme simboliche così cariche di valore e così presenti nella memoria collettiva, ma rifiuta i vincoli dell’ordine e le aggettivazioni plastiche, continuando quella poetica della semplificazione formale e della composizione volumetrica sperimentata con successo nella Città universitaria. Sul piano storico si può dire che, pur dettata da un intento totalitario, l’architettura dell’Eur e soprattutto la sua concezione urbanistica, oltre a questi contenuti intenzionali, ha rivelato la capacità di definire una forma urbana che, nonostante la magniloquenza, si è rivelata adatta alle esigenze della vita collettiva assai più di certi quartieri del dopoguerra, ispirati dalla retorica collettivista.

Paolo Portoghesi 15 febbraio 2012

 Eravamo nel 1951( due anni prima della foto) ed io ero un bambino. Mio padre mi portò in giro per questo EUR, misterioso , enorme, incolto con l'erba che tentava di carpire monumenti enormi, ma stranamente recenti e sospesi nel tempo,  circondato dalla sterpaglia ed immobile come se una grande mano avesse fermato tutto in un momento particolare del passato. Poi andammo nel puntino segnato in rosso nella foto e di fronte ad un muretto alto circa un metro, che si può scorgere nella foto,mio padre puntando la mano verso lo spazio infinito che  portava al mare, mi disse: "Secondo i progetti di Mussolini, da qui doveva partire una strada che sarebbe arrivata fino al mare."

Come si può leggere sul frontone del "Salone delle fontane"

( Da un discorso di Mussolini al governatore di Roma)

“Le mie idee sono chiare, i miei ordini sono precisi e sono certo che diventeranno una realtà concreta. Tra cinque anni Roma deve apparire meravigliosa a tutte le genti del mondo; vasta, ordinata, potente, come fu ai tempi del primo impero di Augusto. Voi continuerete a liberare il tronco della grande quercia da tutto ciò che ancora lo intralcia. Farete dei varchi intorno al teatro Marcello, al Campidoglio, al Pantheon; tutto ciò che vi crebbe attorno nei secoli della decadenza deve scomparire . . . . . Voi libererete anche dalle costruzioni parassitarie e profane i templi maestosi della Roma cristiana. I monumenti millenari della nostra storia debbono giganteggiare nella necessaria solitudine.

Quindi la terza Roma si dilaterà sopra altri colli, lungo le rive del fiume sacro, sino alle spiagge del Tirreno. Voi toglierete la stolta contaminazione tranviaria che ingombra le strade di Roma, ma darete nuovi mezzi di comunicazione alle nuove città che sorgeranno in anello intorno alle città antiche. Un rettilineo che dovrà essere il più lungo e il più largo del mondo porterà l'ansito del mare nostrum da Ostia risorta fino nel cuore della città,

Ma a quei tempi, Ostia era parte della nostra vita, ma separata, "fuori" e per raggiungerla, bisognava prendere il treno alla mitica stazione Roma-Ostia

La metropolitana, già esistente quasi totalmente , nel 1941. Si vede nello sfondo dell'allora laghetto dell'EUR , in costruzione.

E per finire un dettaglio di un interno del museo Pigorini, facente parte dell'EUR

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