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Fino ad oltre la metà del secolo scorso, i medicamenti naturali, rivestivano una grossa importanzanel panorama medico, oltre a seguire lacorrente di pensiero: se fa schifo ed è cattivo, deve per forza fare bene! Di conseguenza, visto che la malattia era democratica, le classi ricche venivano colpite al pari di quelle povere, se escludiamo le malattie dovute all'alimentazione alla fatica corporea.
Alcuni luoghi, come  le terme di Fiuggi,

di Montecatini,

di Tivoli,

erano frequentate da moltissime persone e gli alberghi, rivolti alla parte "agiata" della popolazione, erano suntuosi, sia per potere lucrare, che per potere allontanare lo spettro dell'ospedale, misero.
Terme di Fiuggi? Per la calcolosi renale, dolorosissima e a volte pericolosa per le infiammazioni ( parliamo di quei tempi ). Non c'era la litotrissia extracorporea:si andava a Fiuggi, per 15 giorni e giù a bere acqua di Fiuggi al ritmo finale di due litri e mezzo al giorno , passeggiando per aiutare la diuresi.
Terme di Montecatini? Ha delle acque indicate principalmente come acque purgative e depuranti , offrono un ampio spettro d'azione , dalla lutoterapia alla balneoterapia.
Terme di Tivoli ed acque sulfuree?( Ci avviciniamo alla nostra storia ) I benefici dell'acqua sulfurea sono noti da secoli, prima di tutto per le loro proprietà disinfettanti che aiutano a difendere l'organismo da stimoli infiammatori endogeni e pro-infiammatori esterni. E anche grazie alle terapie termali che venivano effettuate in presenza di patologie legate a diversi apparati dell'organismo umano. Ed è proprio alle terme dove si può meglio godere delle proprietà benefiche di queste acque sulfuree, vengono assorbite facilmente dal corpo durante i trattamenti, sia interni che esterni: aerosol, bagni termali, fanghi, cure idropiniche e irrigazioni vaginali.
Alberghi suntuosi per chi poteva, con adobbi e sfarzo di altri tempi.


Detto e spiegato tutto questo, credo che signore Iddio, debba avere avuto un attacco di furore proletario, per fare sgorgare l'acqua sulfurea alla Garbatella. Precisamente in una buca molto larga, profonda circa un metro. Qui sgorgava, prima a sorgente e poi incanalata in un tubo con rubinetto. Acqua sulfurea che molti abitanti della zona andavano a prendere e se la bevevano. Poi, come molti altri segreti della Garbatella, ci hanno costruito sopra, questo minuscolo palazzo ed addio acqua sulfurea.
Ora al mondo c'è la sofisticata Mariánské Lázně (in tedesco Marienbad) che è una città della Repubblica Ceca facente parte del distretto di Cheb, nella regione di Karlovy Vary, a ridosso del confine con la Germania. Si tratta di una storica località termale già nota con il nome tedesco di Marienbad ('Bagni di Maria', pronuncia Ma-rì-en-bad). Un film famoso fu girato su questa località diretto in maniera molto simile ad Antonioni , che al Festival di Venezia del 1961 gli fu assegnato il Leone d'oro e nel 1963 fu candidato all'Oscar alla migliore sceneggiatura originale, tra le proteste dei fautori incalliti del realismo. Tuttavia, per la lentezza dei dialoghi e per la mancanza di continuità, il pubblico non lo premiò ai botteghini e il film, ritenuto oggettivamente incomprensibile e noioso dallo "spettatore medio", divenne citato in dissacranti parodie. Una serata teatrale organizzata in una sontuosa villa di campagna si trasforma, per una giovane invitata, in un complicato viaggio nella memoria. Uno sconosciuto intraprendente insiste di averla conosciuta l'anno precedente a Marienbad, ma la donna non ne è affatto sicura. L'uomo desidera portarla via ( si capisce dove ), ma la donna non fa altro che rimandare l'evento. Il film non rivela chi dei due abbia ragione e si perde nei numerosi flashback dei protagonisti, che pronunciano pochissime battute, mantenendosi quasi sempre statici sulla scena.
Ma anche la Garbatella ha l'acqua sulfurea e forse Pasolini unito ad Antonioni, avrebbe potuto fare un film: L'anno scorso ai bagni di Maria alla Garbatella, che per l'occasione potevano essere quelli fascisti e la villa di campagna, potrebbe essere sempre il fascista teatro della Garbatella e le terme la sorgente quella sulfurea a piazza Giovanni da Terrazzano .

La scena si poteva svolgere nel 1950 e riguarderebbe una coppia dell'epoca, garbatelliani nella finzione e per uno di loro, nella realtà.. Lui, con la maglia della gloriosa palestra Romana Gas, quel teatro del ko che Pier Paolo Pasolini nella sua incompiuta "Storia burina" chiamava "la concalla della Romana Gas", sta guardando una giovane donna, ben conscio che ha un certo effetto sulle donne oltre ad essere conosciuto nel quartiere.

Lei, biondina con un corpo tutto peperino che mostra, come il padre di lady Chatterley disse al ritorno del suo viaggio in Francia, "l'amore è passato per il suo corpo", si sventola con un pezzo di cartone. Lui, porgendole un fiasco di quelli antichi, impagliati, piena d'acqua sulfurea appena presa dice:
Prego, vorebbe aggradire, l'ho appena presa con le mano mie.
Grazie, ma appena n'anticchia, perchè me fa corre a casa e sto lontano al lotto 31 ( e così dicendo gli ha fatto sapere dove abita, se vuole andare a farle la "posta", che uno ce sa menare le mani è sempre utile a prescindere ce non è male per .....) e sfiora a fondo la sua mano da pugile nel prendere il fiasco.
Ma nun v'ho già visto l'anno scorso, dar buzzicone? ( le fa lui per attaccare discorso ed andando sul sicuro visto che per il buzzicone c'è passata mezza Garbatella )
No, conosco er buzzicone, ma nun me ricordo de voi. Forze po' esse stata, mi cugina, che m'assomiglia, ma io so' più alta.... ( siccome il buzzicone lei lo frequentava con il "gatto", non vuole essere collegata a questo.) Certo che li gelati non li fa più come prima! Aggiungeper fare capire che ci sta al gioco e intende portare avanti la conversazione. 

Lui risponde: Quanno me ce portava mi padre, erano veramente boni!

E così inizia la catena dei flashback e si sviluppa il film.

Forse non c'era e non c'è bisogno del film, i Garbatelliani non hanno bisogno dei films, non è una borgata, Pasolini non l'ha mai capita: richiede troppo sforzo ed è lontana dai cliches cinematografici. Moretti l'ha amata e descritta con immagini, perché le parole sarebbero difficili. E' un quartiere complesso e a volte, misterioso, come l'acqua sulfurea, che di tutta Roma, solo lì stava, a la  faccia dei pariolini che dovevano scendere a valle ed arrivare all'acqua acetosa, che erasolo acetosa, come lo sono loro.

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